Ezequiel Lavezzi, meglio conosciuto dai tifosi come El Pocho e più tardi la Bestia, è stato una figura emblematica nel rinascimento del Napoli durante il suo periodo con il club tra il 2007 e il 2012. Il suo arrivo da San Lorenzo per 6 milioni di euro è stato un affare che ha segnato una svolta per la squadra.
Lavezzi ha rapidamente conquistato il cuore dei tifosi con il suo debutto in Serie A: una schiacciante vittoria per 5-0 contro l'Udinese il 2 settembre 2007, in cui ha segnato un gol e fornito due assist, rappresentando la vittoria più ampia del club in campionato dai tempi di Diego Maradona. Le sue incursioni ardite, l'abilità nel dribbling e l'inesauribile energia in campo lo hanno portato ad essere paragonato a Maradona stesso, sebbene lui modestamente si paragonasse più a Carlos Tevez.
Sotto la guida di Walter Mazzarri, Lavezzi ha fatto parte di un trio d'attacco formidabile con Edinson Cavani e Marek Hamsik. Questo trio ha propulsato il Napoli a ottenere il terzo posto in Serie A nelle stagioni 2010-11 e 2011-12. Lavezzi si è distinto nel campionato non solo per i suoi gol, ma anche per la sua capacità di destreggiarsi con maestria (ben 372 dribbling completati in Serie A durante il suo periodo al Napoli) e di guadagnare falli (531 volte, il numero più alto in quel periodo).
Un momento chiave nella sua carriera al Napoli è stato il trionfo in Coppa Italia nel 2012, dove la sua abilità è stata determinante nel procurare il rigore trasformato da Cavani nel finale contro la Juventus. Tuttavia, il suo passaggio al Paris Saint-Germain nel 2012 per 26,5 milioni di euro ha generato controversie tra i tifosi. Nonostante questo, è ancora tenuto in grandissima considerazione a Napoli. Gli attimi iconici come il suo gol in solitaria contro l'Udinese rimangono vividi nella memoria dei tifosi.
L'influenza di Lavezzi nel Napoli va oltre il campo di gioco. Con la sua partenza, ha lasciato un’eredità che ha contribuito significativamente a ridefinire l'identità del club dopo la bancarotta. L'accoppiata Lavezzi-Hamsik del 2007 ha rappresentato una pietra miliare per sfidare il dominio della Juventus nel calcio italiano, gettando le basi per un Napoli competitivo e ambizioso.
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