In una recente apparizione televisiva su 'XXI Secolo', il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha trattato un argomento di estrema rilevanza per il futuro della sicurezza europea: il piano Readiness 2030. Questo programma mira a potenziare le capacità di difesa dell'Unione Europea mediante un importante finanziamento congiunto tra fondi dell'UE e contributi nazionali. L'iniziativa prevede infatti uno stanziamento di 150 miliardi di euro da parte dell'Unione e ulteriori 650 miliardi da raccolte interne ai Paesi membri.
Crosetto ha spiegato come l'approccio debba essere quello di una vera e propria 'costruzione della difesa', preferendo un’ottica di cooperazione e preparazione rispetto a quella di un semplice 'riarmo'. Il panorama geopolitico in continua evoluzione rende essenziale una visione condivisa e proattiva.
Il dibattito si è soffermato in modo particolare sull’espansione militare della Russia, che ha visto un incremento delle forze da 1 a 1,6 milioni di soldati. Questo sviluppo, accompagnato da una maggiore produzione di armi, alimenta le preoccupazioni nei paesi dell'Europa orientale. Crosetto ha però mantenuto un approccio equilibrato: sebbene non ritenga probabile un conflitto imminente con la Russia, ha sottolineato l'importanza di una preparazione adeguata per ogni eventualità.
Infine, Crosetto ha menzionato le sfide legate ai cambiamenti delle alleanze globali e il necessario adattamento delle politiche europee alle nuove realtà. La transizione dalle 'grandi democrazie' alle 'grandi potenze', insieme all'impatto delle politiche statunitensi, impone una riflessione profonda sulla necessità di unire gli sforzi in una strategia di difesa collettiva e coesa.
Il Ministro della Difesa ha anche parlato delle potenziali sinergie tra la rinascita industriale della Germania e il settore della difesa in Italia. Crosetto ha indicato i componenti hi-tech per l'automotive come un possibile ambito di collaborazione, da cui entrambe le nazioni potrebbero trarre benefici.
Questa proposta, esposta il 31 marzo 2025, non si limita a rispondere a minacce attuali come il conflitto in Ucraina o l’instabilità nel Medio Oriente, ma guarda al futuro, posizionando l'Europa in un ruolo di primo piano nella sicurezza globale. Attraverso il piano Readiness 2030, l'Europa cerca di garantire una maggiore autonomia e capacità difensiva di fronte alle sfide che stanno emergendo a livello mondiale.
0 Commenti